SI E’ SPENTA LA CANDELA.

 

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La candela sopra al tavolino, una luce arancione, una luce che a tratti diventava sempre più debole, fragile, inerme alle nostre paure. La finestra chiusa, per non fare uscire il tuo profumo. I nostri corpi nudi abbracciati, i nostri odori lacerati, i tuoi pianti, cosa farai dopo di me, con chi te ne andrai e, dopo ti lascerò riuscirai a tornare come prima. Domande che ti facevi e, che io non capivo. Tu mi baciavi, le nostre gambe incrociate, il mio sesso dentro al tuo, i tuoi seni nascosti sotto al mio petto e, la mia voce che abbracciava il tuo respiro stanco e, quasi alla fine. Una fermata non prevista. I tuoi capelli e, diventavi poesia. Le nostre mani che si stritolavano, nessuno possedeva la forza per poter vincere. Il buio che mostrava la forma delle nostre ombre. La mia bocca che si nutriva di saliva, di lingua, di quella vaniglia sul tuo corpo, di quella ultima notte che, nessuno di noi poteva sapere. La mia mano che stringeva il tuo sedere e, poi copriva il tuo seno, le vene sul mio braccio che, sembravano montagne piene di neve. Il mio orgasmo dentro di te, insieme al tuo, insieme. I nostri respiri che tornavano alla realtà, sudore e, paura, gioia e, stanchezza. Non ci siamo lavati. Non riuscivo a staccarmi da te. Ti lecco i piedi, ti bacio i piedi e, senti piacere e solletico, poi torno a baciarti il naso e, dirti che sei il mio angelo caduto dallo spazio. Ci sono notti che non puoi fermare, notti che non puoi far tornare, ci sono cose che, non puoi agguantare. Si è spenta la candela ed io, sono morto per la seconda volta.

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MI SONO INNAMORATO DI UNA PUTTANA

 

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L’entrata di questo bordello ha i neon rosso acceso, poi diventano verdi e, ricomincia il suo ciclo. Entro dentro, e ci sono delle ragazze seminude che, aspettano di ricevere il cliente che magari, gli cambia la vita. Vedo lei, mi guarda, i suoi occhi sono spenti, sono stati uccisi da, sogni che la speranza non ha più. Parliamo, lei parla poco italiano, è romena. Le accarezzo il viso, non dice niente. Ho pagato per stare trenta minuti. Entriamo dentro la stanza, lei si comincia a spogliare, mi chiede se voglio fare la doccia. No, voglio osservarti mentre ti lavi, desidero vederti nuda e, desidero vedere il tuo corpo in semi luce. Desidero mangiarti prima di leccarti, desidero vedere un corpo nudo. Ti asciugo io, mi abbracci. La mia vita è stata piena di donne ma, non ho mai pagato per andare a letto con qualcuno, ma tu sei la prima volta e, non ha senso scoparti, io ti scopo per curiosità, non mi provoca più sensazioni forti, mi piace sempre la novità. Ti respiro addosso, ti bacio lentamente, tu capisci che non sono il solito cliente. Ti mordo appassionatamente, ti assaggio staccandoti la pelle, le mie dita che sfiorano la tua schiena. Le tue gambe sono aperte. Il tuo sesso è caldo, il tuo sesso è bagnato, il tuo sesso è la perfezione, la tua fica è immaginazione e, ti lecco. Ti lecco il clitoride, chiudi gli occhi ma, ti osservo, osservo che impazzisci lo stesso. Non fingere, non importa, io non voglio godere, io voglio solo sapere. Mi vuoi leccare, lo fai, sento la tua lingua sul mio pene, hai tanta esperienza ma, ti manca il tatto. Ti abbraccio e, ti chiedo di masturbarmi mentre, ti respiro sul collo, il tuo movimento è coordinato dalle mie voglie. La tua mano viene spinta dalla mia passione. Ti parlo lentamente, ti stringo, sento in me, una spinta eruzione, sento qualcosa che vuole uscire, sento una trasgressione. Sto per venire, più veloce muovi la mano e, quando il mio seme ti esplode tra le dita ti fermi, ti bacio sulla fronte e, ti accarezzo. Il tempo è scaduto.Ti fai la doccia, mi rivesto. Torni ad aspettare altri clienti. Da quella sera, vengo sempre a trovarti, poche volte. Mi sento meno solo ogni volta che ti vedo. La tua voce trema quando mi parla, e dici che, ti piace come ti faccio ridere. L’ironia mi ha salvato la vita. Mi sono innamorato di te, non del tuo corpo. Mi sono innamorato di una puttana.

ESIBIZIONISTA.

 

 

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Si diventa stanchi se
non si vede un domani
migliore di questo.
Alla fine di tutto questo
io guarderò
chi non mi
ha mai
lasciato solo.
Continuo a scrivere
criticandomi
in primis.
Ho dimenticato a chiedere il motivo
chi ti abbandona
non piange
per davvero.
Ho sofferto di malattie
che l’unica dose
che ti davano
erano caffè
in piena notte.
Non mi vergogno di aver parlato
da solo.
Ci sono visi che
ti rimangono dentro.
Tanti sono tutti uguali.
Non indossano occhiali.
Si scopa per noia e
non senti il desiderio.
La tua opinione è carta
per andare al cesso.
Ti abbraccio e
mi sento protetto
mi commuovo
perchè ti amo.
Non taglio la barba
la tengo
mi nasconde
meglio.
Il dolore è l’unico colore
che non puoi dipingere.
Esibizionista
sei cosi
e ti perdi.
Non riposi perchè
ti svegli sempre.
Mi violento da solo
sento brividi
strani.
Tutto questo è stato presto
per me.
Ti sei dimenticata
di questa tua dipendenza.
Torna indietro e
guardati allo specchio.

SILENZIO AL SUICIDIO.

 

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Non te lo voglio
dire
non
posso dirti
nulla.
Insistito sempre
e
poi
ci penso.
La gente costruisce muri
per dare
spazio
a
distanze
che
poi
non sai neanche te
come
ti puoi comportare.
L’attesa è un ritardo
una gravidanza
non voluta.
Gli occhi piangono
e
il silenzio
continua a
suicidarsi.
Anni con attimi
non possono
stare
insieme.
Cuori che
stringono arterie
e
il sangue non
vuole
più uscire.
Cosa è la vita
se
non si può stare insieme a te
non voglio
saperlo.
Piogge e
pensieri che ti abbracciano
dove finisce l’inverno.
Sei nudo e cammini verso il mare
hai freddo.
Ti manca il coraggio.
Stringimi.
Ti faccio ridere lo so.
Ho costruito una maschera nuova.
Indosso i tuoi sorrisi e
mi sento bene.

GLI ORGASMI DELLA NOTTE.

 

 

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Io ho paura
lo so come
vanno a
finire queste
cose.
Ci sarà il pretesto
te ne andrai
e
io resterò a soddisfare
gli orgasmi
della notte.
Le mie carezze
non ti basteranno
perchè siamo
indecisi
se credere
a questa magia.
Mi travesto da pagliaccio
tu ridi
perchè il tuo sorriso
è il mio
mezzo di
salvataggio.
Avrei ma
non ho mai pensato.
Stupiti ci
ascoltiamo
e
cerchiamo di aprire
le porte
di questo cuore.
Basti
tu
non mi basti mai.
Non deludermi
ti
prego
perchè
la delusione
è
il mio suicidio
preferito.
La sigaretta
è un vizio che
a me
non piace.
Io ho paura ma
con te
io sono vivo
e per te darei
anche l’ultimo frammento di me.

TI STAI TOCCANDO LA FICA.

 

 

 

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Ti stai toccando la fica con le mani dentro le mutandine, nascoste dalle coperte disordinate. Ti stai accarezzando il clitoride, hai chiuso gli occhi e, aperto le gambe. Mi stai pensando, stai pensando alla mia lingua che, dalle tue labbra scende fino al seno, scende sui tuoi capezzoli, li sto leccando, li sto mordendo, li sto sfiorando, li sto cercando, sono buoni, sono belli, sono un pezzo di carne che, riesce ad eccitarmi come un porco. Le tue dita si muovono più velocemente. La mia bocca scende sempre più giù, respiro e soffio sopra la tua fica, come un pasto caldo che devo ancora consumare, come il ritardo che hai con le cose da fare. Ti mordo l’interno cosce, ti guardo, prendo in bocca i tuoi piedi, comincio a leccarti i piedi, io ti amo, io non ho mai visto dei piedi cosi belli. Non si gioca più, mi avvicino alla tua vagina e, comincio a baciarla. Le tue dita stanno sempre di più in ritmo, non le puoi fermare, sono un impulso che il nostro Dio ha dimenticato di spegnere. Te la lecco, lentamente e, mentre sento i tuoi brividi, il movimento della mia lingua cambia rendimento, sento il tuo corpo vibrare, afferri le lenzuola e, mi vuoi allontanare ma, ti piace, stringi le gambe, e poi le allarghi, ti piace godere, ti sta piacendo farti leccare, ti piace venirmi in bocca come una troia. Non riesci a smettere di svuotarti, hai confuso la mia bocca con il bidè che ti fai la mattina. Mi stringi i capelli e, gridi, torni a respirare regolarmente, ti accorgi che, mi hai fatto bere abbastanza.  Le tue dita smettono, non ti tocchi più, il tuo orgasmo è arrivato. Fammi succhiare le tue dita.

ESPLICITO.

 

 

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Ti aspettano
gli errori
ti arrivano
tutti quei conti
che
credevi chiusi.
Hai paura io lo so
vorresti scappare
da quei
ricordi sbagliati.
Sei quello che sei
ti guardi la mattina
sempre la stessa faccia
e
un dolore nuovo.
Si cresce e
si ha l’impressione che
stai perdendo tempo.
Esplicito è
l’impegno che ci metti.
Niente ti cambia
ha un sapore nuovo che
poi
alla fine svanisce.
Non te lo potevi aspettare ma
è cosi.
Chi nasce sotto quella stella
difficilmente potrà poi
salvarsi.
Ti lasciano tutti io
lo so.
Sono i brividi che
ti fanno piangere
e
non puoi controllarti.
Sei fragile
e
ti piace sperare.
Io la mia sorte
la conosco.
Ma con te io
vorrei cambiarla
questa vita.
Ho visto solo sofferenza
dentro le botte che
ho ricevuto
solo con
sguardi che raramente
dimenticherai.