ESIBIZIONISTA.

 

 

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Si diventa stanchi se
non si vede un domani
migliore di questo.
Alla fine di tutto questo
io guarderò
chi non mi
ha mai
lasciato solo.
Continuo a scrivere
criticandomi
in primis.
Ho dimenticato a chiedere il motivo
chi ti abbandona
non piange
per davvero.
Ho sofferto di malattie
che l’unica dose
che ti davano
erano caffè
in piena notte.
Non mi vergogno di aver parlato
da solo.
Ci sono visi che
ti rimangono dentro.
Tanti sono tutti uguali.
Non indossano occhiali.
Si scopa per noia e
non senti il desiderio.
La tua opinione è carta
per andare al cesso.
Ti abbraccio e
mi sento protetto
mi commuovo
perchè ti amo.
Non taglio la barba
la tengo
mi nasconde
meglio.
Il dolore è l’unico colore
che non puoi dipingere.
Esibizionista
sei cosi
e ti perdi.
Non riposi perchè
ti svegli sempre.
Mi violento da solo
sento brividi
strani.
Tutto questo è stato presto
per me.
Ti sei dimenticata
di questa tua dipendenza.
Torna indietro e
guardati allo specchio.

SILENZIO AL SUICIDIO.

 

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Non te lo voglio
dire
non
posso dirti
nulla.
Insistito sempre
e
poi
ci penso.
La gente costruisce muri
per dare
spazio
a
distanze
che
poi
non sai neanche te
come
ti puoi comportare.
L’attesa è un ritardo
una gravidanza
non voluta.
Gli occhi piangono
e
il silenzio
continua a
suicidarsi.
Anni con attimi
non possono
stare
insieme.
Cuori che
stringono arterie
e
il sangue non
vuole
più uscire.
Cosa è la vita
se
non si può stare insieme a te
non voglio
saperlo.
Piogge e
pensieri che ti abbracciano
dove finisce l’inverno.
Sei nudo e cammini verso il mare
hai freddo.
Ti manca il coraggio.
Stringimi.
Ti faccio ridere lo so.
Ho costruito una maschera nuova.
Indosso i tuoi sorrisi e
mi sento bene.

GLI ORGASMI DELLA NOTTE.

 

 

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Io ho paura
lo so come
vanno a
finire queste
cose.
Ci sarà il pretesto
te ne andrai
e
io resterò a soddisfare
gli orgasmi
della notte.
Le mie carezze
non ti basteranno
perchè siamo
indecisi
se credere
a questa magia.
Mi travesto da pagliaccio
tu ridi
perchè il tuo sorriso
è il mio
mezzo di
salvataggio.
Avrei ma
non ho mai pensato.
Stupiti ci
ascoltiamo
e
cerchiamo di aprire
le porte
di questo cuore.
Basti
tu
non mi basti mai.
Non deludermi
ti
prego
perchè
la delusione
è
il mio suicidio
preferito.
La sigaretta
è un vizio che
a me
non piace.
Io ho paura ma
con te
io sono vivo
e per te darei
anche l’ultimo frammento di me.

TI STAI TOCCANDO LA FICA.

 

 

 

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Ti stai toccando la fica con le mani dentro le mutandine, nascoste dalle coperte disordinate. Ti stai accarezzando il clitoride, hai chiuso gli occhi e, aperto le gambe. Mi stai pensando, stai pensando alla mia lingua che, dalle tue labbra scende fino al seno, scende sui tuoi capezzoli, li sto leccando, li sto mordendo, li sto sfiorando, li sto cercando, sono buoni, sono belli, sono un pezzo di carne che, riesce ad eccitarmi come un porco. Le tue dita si muovono più velocemente. La mia bocca scende sempre più giù, respiro e soffio sopra la tua fica, come un pasto caldo che devo ancora consumare, come il ritardo che hai con le cose da fare. Ti mordo l’interno cosce, ti guardo, prendo in bocca i tuoi piedi, comincio a leccarti i piedi, io ti amo, io non ho mai visto dei piedi cosi belli. Non si gioca più, mi avvicino alla tua vagina e, comincio a baciarla. Le tue dita stanno sempre di più in ritmo, non le puoi fermare, sono un impulso che il nostro Dio ha dimenticato di spegnere. Te la lecco, lentamente e, mentre sento i tuoi brividi, il movimento della mia lingua cambia rendimento, sento il tuo corpo vibrare, afferri le lenzuola e, mi vuoi allontanare ma, ti piace, stringi le gambe, e poi le allarghi, ti piace godere, ti sta piacendo farti leccare, ti piace venirmi in bocca come una troia. Non riesci a smettere di svuotarti, hai confuso la mia bocca con il bidè che ti fai la mattina. Mi stringi i capelli e, gridi, torni a respirare regolarmente, ti accorgi che, mi hai fatto bere abbastanza.  Le tue dita smettono, non ti tocchi più, il tuo orgasmo è arrivato. Fammi succhiare le tue dita.

ESPLICITO.

 

 

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Ti aspettano
gli errori
ti arrivano
tutti quei conti
che
credevi chiusi.
Hai paura io lo so
vorresti scappare
da quei
ricordi sbagliati.
Sei quello che sei
ti guardi la mattina
sempre la stessa faccia
e
un dolore nuovo.
Si cresce e
si ha l’impressione che
stai perdendo tempo.
Esplicito è
l’impegno che ci metti.
Niente ti cambia
ha un sapore nuovo che
poi
alla fine svanisce.
Non te lo potevi aspettare ma
è cosi.
Chi nasce sotto quella stella
difficilmente potrà poi
salvarsi.
Ti lasciano tutti io
lo so.
Sono i brividi che
ti fanno piangere
e
non puoi controllarti.
Sei fragile
e
ti piace sperare.
Io la mia sorte
la conosco.
Ma con te io
vorrei cambiarla
questa vita.
Ho visto solo sofferenza
dentro le botte che
ho ricevuto
solo con
sguardi che raramente
dimenticherai.

A TO VUCCA

 

 

 

Stasira
ce friddu.
Stasira iu
vulissi ca tu
mi rassi mbaciu.
Chiovi e
i machini non passunu
mi sentu
sulu.
Si a me vita e
non capisciu comu è
fari
su
tu
t’innivai.
Avviciniti ca
ora
aghiorna
e i to
respiri
m’aggiuvunu pi
cammari u cori.
Si tu a me poesia
chiu bedda.
Si u me
ciatu.
T’attrovu sempri
e
quannu taliu i to occhi
vulissi moriri.
Si comu i stiddi a notti
allumini
tutti i cori
ca non volunu
rommiri.
Pighiti tutto chiddu ca voi
ma
lassimi
a
to vucca.
Pighiamuni n’cafè
e non ci pinsari
chiù.
Unni vai tu
vaiu iu.
Non tu scuddari.

FAMMI E DAMMI.

 

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Non vestirti, non te ne andare, ho bisogno di poterti mangiare, ho bisogno di sfamarmi, ho bisogno di ascoltarti, ho bisogno di te. Vieni più vicino, lasciami accarezzare la tua schiena, lascia che le mie mani possano sfiorare i tuoi seni, i tuoi meravigliosi capezzoli, i tuoi estranei brividi. La tua bocca è una melodia che neanche Dante è riuscito a spiegare a Beatrice. Fammi e dammi, vieni e poi vai via, l’odore della tua vagina è come il gelato alla vaniglia. I tuoi occhi sono il mare, i tuoi occhi sono una tempesta, i tuoi occhi non sanno di bonaccia, tu sei il caos e, poi sei l’onda che mi porta via, tu sei l’ansia e, poi quei bicchieri piccoli di caffè che versi per terra. Io non ho niente, ho te che dipingi me, dentro malinconie che non riesco più a dire. Soffro la notte e, non penso a pensarmi lontano da te. Cosa posso fare,dimmelo tu che, morire dentro di te è, uno di quei pochi desideri che mi sono rimasti. Attendo sempre il tramonto per, poterti raggiungere, per poterti parlare, per poterti dire che, tutti questi errori erano una prova che Dio non sapeva. Sei la dolcezza che, tutti non conoscono. Lasciami te, lasciami le tue briciole che, la notte mangerò senza finirle tutte. Scoppio d’amore per te, sono una mela marcia, colpa della natura che, non ti ha dato subito a me. Sei mia, sei stata mia e, lo sarai, si, lo sarai. Ascoltami, dopo di te, non ci sarà un me. Non ci sarà un me.